venerdì 22 febbraio 2013

Un fratello e una sorella

Racconto di: Leone Incestuoso
 
La mia amica, che avevo conosciuto ad una fiera del fumetto, mi confidò di avere dei problemi sentimentali. Effettivamente mi ero accorto che c’era qualcosa in lei che non andava ed essendo in quel periodo molto vicini, uscivamo spesso insieme cominciò ad aprirsi con me.
All’inizio mi parlò di un ragazzo con cui aveva un forte legame affettivo e una grande intesa sessuale e del fatto che questi si era fidanzato con una sua amica.
Sulle prime pensai alla classica storia dell’amore non corrisposto tra amici ma una sera ebbi modo di accorgermi che non era così.
Lei mi invitò al suo compleanno che avrebbe festeggiato in un locale dopo una cena tra amici in casa. Durante la cena era presente il fratello, due anni più grande di lei e la ragazza che scoprii essere sua amica. Il fatto che i rapporti tra la coppia e la mia amica fossero tesi, l’evidente irritazione che pareva provare nei loro confronti fece scattare il proverbiale campanello e allora capii tutto.
Dopo la serata al locale la riaccompagnai a casa ma lei era in vena di confidenze. Era evidente il suo bisogno di sfogarsi e così mi raccontò ogni cosa, ammettendo la relazione incestuosa con il fratello, relazione conclusa il momento in cui si era fidanzato con la sua amica.
La loro relazione aveva le sue radice nel loro passato. Fin da piccoli erano molto affiatati, vuoi per il fatto che spostandosi in continuazione per via del lavoro del padre non avevano grandi occasioni di legare con altri bambini della loro età e così divennero sempre più uniti e complici in risposta alla mancanza di altri rapporti.
Crescendo cominciarono le prime pulsioni. I classici pruriti adolescenziali accompagnati da tutte quelle curiosità che chiedono di essere soddisfatte e che tutti abbiamo vissuto.
I due fratelli conoscevano bene il corpo dell’altro, avendo diviso la cameretta, avendo fatto delle volte il bagnetto insieme e avendo anche di tanto in tanto fatto giochi quali “il dottore”, “marito e moglie”, “il principe e la principessa”; tutti giochi vissuti innocentemente, anche se di nascosto dai genitori che, dal suo racconto, comunque non sembravano molto presenti, il padre preso dalla sua carriera e la madre assai poco materna. Tra loro, insomma, esisteva un certo grado di intimità ma ovviamente, andando di pari passo con la maturazione di certi istinti, i giochi che facevano perdevano l’innocenza che li aveva inizialmente contraddistinti e in essi subentrava qualcosa d’altro.
Ad un certo punto la famiglia dei due fermò il suo girovagare, con madre e figli che si stabilirono in una villetta ed il padre che invece continuò da solo i suoi viaggi.
La nuova stabilità permise ad entrambi di farsi degli amici e vivere alcune storie con i coetanei. Storie leggere, consistenti in qualche bacio e carezza. Però tutto questo non aveva cambiato il loro attaccamento e tanto meno sopito il desiderio che provavano l’uno per l’altra. Pur essendo dei ragazzini non ignoravano cosa significasse la parola “incesto” e, ovviamente, erano entrambi atterriti e confusi per quello che stavano vivendo.
La madre divenne una presenza sempre più evanescente, secondo la mia amica perché si era trovato un qualche amante, e in un certo senso questo giocò un ruolo decisivo in quello che ad un certo punto accadde. La mancanza di qualcuno che in qualche modo potesse “limitarli” nel loro cercarsi li spinse a farsi sempre più audaci nelle coccole che si facevano a vicenda.
Spesso, con la scusa di andare a trovare questa o quella conoscenza, la madre li lasciava soli in casa e anche se dormivano in stanze separate, essendo ormai grandicelli, ne approfittavano per dormire nello stesso letto dove si tenevano stretti l’uno all’altra.
Una di queste notti lei gli chiese se avesse baciato mai qualcuna con la lingua, come aveva visto fare in un film e lui rispose che aveva dato solo baci a fior di labbra. I due cominciarono a scherzare sulla cosa, prendendosi in giro, fingendo di essere una coppietta di inesperti sposini che la prima notte di nozze non sapeva nemmeno baciare come avrebbe fatto qualcuno di più esperto.
Si scambiarono dei veloci bacetti sulle guance, sul naso, sulla fronte, sempre ridendo. Fino a quando non iniziarono ad indugiare sempre di più sulla pelle dell’altro, rallentando un po’ il ritmo, il respiro sempre più pesante.
Darsi il primo bacio, mi raccontò la mia amica, fu una vera liberazione. Entrambi lo volevano da tempo. Entrambi si piacevano da almeno un anno ed intendo come ragazzo e ragazza.
Lui cominciò un’impacciata pomiciata che però lei gradì molto e sentendo i capezzoli inturgidire sul suo seno acerbo gli chiese di toccarli. Lui, mano tremante, tentò di stuzzicarli titillandoli come aveva visto su di una rivista porno che un suo amico teneva nascosta in casa. Il risultato fu comico perché lei praticamente saltò fuori dal letto, quasi cadendo, tanto forte fu la sensazione provata.
Anziché tornare subito a letto rimase in terra e lui, buttato il copri letto ed i cuscini giù la raggiunse.
Si spogliarono entrambi, rimanendo sopresi per come i loro corpi fossero cambiati nel periodo in cui non avevano più avuto occasione di vederli nudi ed iniziarono ad esplorarsi con le mani, ora timidamente, ora con impazienza, fin quando presero a tastarsi reciprocamente i genitali.
Lei aveva solo sfiorato il pisello di un suo compagno di scuola, accennando una timida sega ma quella era la prima volta che lo prendeva con tutta la mano, avvolgendo completamente il cazzo fraterno. Mi disse che fu come se improvvisamente una forza estranea la possedette perché sembrava un’invasata. Dopo averlo ammirato per alcuni istanti senza dire nulla, cominciò a menarlo furiosamente, scappellando con tale forza da strappare al fratello un urletto di dolore.
In quel momento non capì più nulla e se lo cacciò in bocca, incurante del fatto che di pompini aveva solo sentito parlare e siccome a differenza dei film porno dove sedicenti vergini sono capaci al primo colpo di far pompe da mille e una notte, nella realtà quando non sai sbocchinare possono accadere fatti spiacevoli, il fratello ad un certo punto dovette toglierle il cazzo dalla bocca e lei, prima che lui riuscisse a sottrarsi, se lo infilò troppo dentro. In pratica un secondo dopo averglielo tolto, lei vomitò poco distante da dove erano sdraiati.
La cosa non li fermò. Ormai, nonostante l’inesperienza e i piccoli danni che si erano procurati, erano troppo eccitati e del tutto convinti di voler andare avanti fino in fondo.
Lui la prese in braccio e la adagiò di nuovo sul letto e, con estrema dolcezza, le baciò la fica.
Poi, dopo vari tentativi, riuscì finalmente a penetrarla.
Non la scopò a lungo perché era troppo eccitato e così le venne sulla pancia, dopo essersi tolto appena in tempo.
Lei pianse quando s’accorse del sangue uscito dalla vagina e mi disse che si era sentita felice in quel momento. Era donna. La sua donna e suo fratello, il suo bellissimo uomo per usare le sue parole, l’abbraccio e la riempì di baci fin quando lei non si addormentò tra le sue braccia.
Ero eccitato da quel racconto che ti ho riportato cambiando forse qualche termine ma non nella sostanza e anche sorpreso. Non è qualcosa che si condivide facilmente con gli altri ma lei mi disse che di me si fidava, che mi voleva bene e che aveva bisogno di un consiglio.
Il suo racconto proseguì, dicendomi che la loro relazione proseguì per alcuni anni e che non si trattava di solo sesso. Si erano fidanzati anche se, ovviamente, il loro rapporto era tenuto segreto. Erano arrivati, una volta cresciuti, a fare dei viaggi insieme, durante i quali, lontani da sguardi indiscreti, si comportavano come una coppietta normale.
Questo fin quando il fratello non conobbe la compagnia di classe della sorella. Lui era all’università e la ragazza fu quasi subito attratta da quel ragazzo che sembrava essere un tipo spiritoso ed in gamba. Quando lei capì cosa stava accadendo allontanò l’amica ma il danno era fatto. Lui la cercò e i due si fidanzarono.
Fu lui a porre fine alla relazione. Voleva una storia normale, che potesse vivere alla luce del sole, una ragazza con cui non avere paura del futuro. Queste parole la ferirono e lei ne soffrì terribilmente. Ovviamente la “rivale” che le aveva portato via l’uomo non si rese mai conto di cosa era realmente accaduto e l’unica cosa che sapeva era che l’ormai ex amica era divenuta fredda dall’oggi al domani con lei.

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